Monday, February 15, 2010

Preparation H On Dogs

-religious hypocrisy-


the journal "Stroke" No 72, Year XXII, Summer 2006
After the publication of my first book A miscarriage of justice: the Dreyfus affair, Zola and the Italian press , Emile Zola is one of my authors of reference, both as a writer and as a intellectual with a strong civil. Moreover, Having graduated with a thesis on Jean Paul Sartre, my destiny as a scholar was somehow marked, and then even if I did not have full consciousness, Zola was there waiting for me. The translation of the story that follows is only a small part of the studies I am conducting sullo scrittore francese. Prossimamente, spero nei primi mesi del 2011, pubblicherò un intero volume dedicato agli scritti di Zola sull'affaire Dreyfus.



Emile Zola, Il Digiuno, a cura di Massimo Sestili




Introduzione



Il racconto Le jeûne di Émile Zola, fa parte del volume di racconti Nouveaux contes à Ninon pubblicato nel 1874, che segue di dieci anni la precedente raccolta (Contes à Ninon, 1864) sempre dedicata a Ninon. Ristampato a Parigi nel 1879 dall’editore Charpentier, il volume contiene i seguenti racconti: Un bain; Les fraises; Le grand Michu; Le jeûne; Les épaules de la marquise; Mon voisin Jacques; Le paradis des chats; Lili; La légende du Petit-Manteau bleu de l’amour; Le forgeron; Le chômage; Le petit village; Souvenirs; Les Quatre Journeées de Jean Gourdon: I. – Printemps ; II. – Été III. - Automne IV. - Winter.

The text has only three Italian translations, the latest of which is 1966. New tales to Ninon, trans. Edmund Corradi, Rome, E. Voghera, 1874; New stories in Ninette, Florence, Salani, 1903, in stories and new stories to Ninon Ninon, Milan, Rizzoli, 1966.

are then spent forty years since the last edition, which means that at least two generations of readers not familiar with these tales of Zola. Considering that between the second and third editions passed sixty years, we can certainly say that are almost unknown.

Ad incuriosirmi ed a sollecitarmi a fare una nuova traduzione è stata una singolare scoperta: la pubblicazione de Le jeûne nel 1925 (presentato con un titolo a caratteri cubitali L’ipocrisie religieuse) da parte delle edizioni «L’Idée Libre» (n. 48 della collana), una piccola casa editrice anarchica (probabilmente vicina alla Massoneria) che pubblicava perlopiù pamphlet anticlericali. Tra i titoli della collana si trovano ad esempio i dirompenti pamphlet di Prouvost, come Le Vatican et la Guerre o Les Crimes du Vatican, o di Moste La Peste religieuse. Lo stesso editore pubblicava anche la rivista «L’Antireligieux», Organo della Federazione Nazionale del Libero Pensiero.



Le jeûne è un racconto che, nella sua ingenuità, fa trasparire con estrema chiarezza gli orientamenti futuri di uno scrittore che inizia ad imporsi in questi anni all’attenzione del grande pubblico e della critica. Attraverso l’ipocrisia religiosa, Zola inizia a focalizzare la sua attenzione sui costumi della società francese del Secondo Impero e della Terza Repubblica. I dieci anni che separano la pubblicazione delle due raccolte sono ricchi di avvenimenti che segneranno profondamente la Francia: la sconfitta di Sedan e la fine ingloriosa di Napoleone III; l’inizio incerto e turbolento di una nuova fase politica repubblicana, che sarà costantemente tormentata da scandali, tentavi golpisti più o meno mascherati, avversata by the Church, and finally put out of the deal in jeopardy Dreyfus. All of these events, following the example of Balzac and Hugo, will form the dense historical and social matters on which you exercise, implacable, the lashing zoliana writing, writing, quoting Vincenzo Consolo, "owned by history." From this will demystify, always guided by the truth, born of the Rougon-Macquart saga, and especially the civil commitment of Zola's J'accuse with, "the greatest revolutionary act of the century."

The anticlericalism of Zola is known: the controversy with the Jesuits and the treatment that is stato riservato dalla Chiesa, sono una conferma della portata dell’attacco sferrato dallo scrittore naturalista. Intellettuale pienamente inserito nella cultura del XIX secolo, positivista, convinto della bontà della scienza e della sua funzione progressiva fino al fanatismo, ha in odio ogni forma di superstizione. L’uomo che si affida alla religione, che distoglie lo sguardo dalla concreta realtà materiale, per Zola, perde la sua umanità.



La sua opera è completamente impregnata di questa visione del mondo: quel Dio vendicativo e poco comprensivo delle debolezze e del dolore umano di cui si fa pubblico banditore il Vicario nel racconto, lo ritroviamo nella trilogia Les Trois villes: Lourdes, Rome, Paris.



“E quest’era anche il caso delle preghiere, quel profuvlio di preghiere incessanti che saliva da Lourdes e di cui la supplicazione senza posa lo aveva circonfuso ed intenerito; quella preghiera, che cos’era se non un sopimento puerile, un infiacchimento di ogni energia? La volontà si addormentava, in essa; l’uomo si dissolveva, e lo si lasciava vincere dal disgusto della vita e dell’azione. A che pro volere, a che pro agire quando ci si affida totalmente al capriccio di un’onnipotenza sconosciuta? D’altra parte, che strana cosa quella smania frenetica di prodigi, quel desiderio di spingere dio a trasgredire le leggi della natura, stabilite da lui medesimo, nella sua sapienza infinita? Evidentemente quel fatto generava un pericolo e favoriva l’insensatezza, perché non si devono sviluppare nell’uomo, e specie nel fanciullo, che l’abitudine dello sforzo personale ed il coraggio della verità, a costo di perdere l’illusione, la consolatrice divina”.



Queste riflessioni a margine della crisi spirituale di Pierre Froment (l’abate protagonista de Les Trois villes) che troviamo nel romanzo Lourdes pubblicato nel 1894, ci fanno soprattutto oggi riflettere, visto l’insensato abbandono a pratiche superstiziose che di giorno in giorno vanno sempre più aumentando. Ma una semplice statuetta che piange non potrà mai colmare il vuoto lasciato dall’assenza o dal silenzio di Dio. E forse dal racconto di Zola già traspare l’angoscia per questo silenzio.



Émile Zola



L’ipocrisia religiosa



Il digiuno



I



Quando il vicario, con la sua ampia cotta di un biancore angelico, salì sul pulpito, la piccola baronessa era serenamente seduta al suo posto abituale, vicino ad una bocca di calore, dinanzi la cappella degli Angeli Santi.

Dopo il raccoglimento di rito, il vicario si passò delicatamente sulle labbra un fine fazzoletto di batista; quindi, simile ad un serafino che si accinge a prendere il volo, aprì le braccia, tese la testa e parlò. Nella vasta navata, la sua voce fu inizialmente come un lontano mormorio d’acqua corrente, come un gemito amoroso del vento in mezzo al fogliame. E, poco a poco, il soffio crebbe, la brezza diventò tempesta, la voce rotolò sotto le volte come maestosi rombi di tuono. Ma sempre, in ogni istante, anche nel mezzo dei suoi colpi di fulmine più formidabili, la voce del vicario diveniva delicata, gettando un chiaro raggio di sole in mezzo all’uragano oscuro della sua eloquenza.

La piccola baronessa, fin dai primi sussurri tra le foglie, aveva assunto la posa golosa ed incantata di una persona dall’orecchio delicato che si prepara a gustare tutte le finezze di una Symphony welcome. It seemed ravished by exquisite sweetness of the musical phrases and initials, with a focus on specialist, went to listen to the voice of the swelling and expansion of the final storm bestowed with such trades, and when the voice had acquired all his might, when he thundered , heightened by the echoes of the aisle, the little Baroness could not keep a discreet applause, a nod of satisfaction.
Since then spread a heavenly pleasure. All devotees are ecstatic.

II

However, the vicar said something, the music accompanying his words. He preached on the fast and said what was pleasing to God mortification of his creatures. Chino on the edge of the pulpit, in his attitude of great white bird, he sighed:
"The hour has come, brothers and sisters, in which we must all, like Jesus, carry our cross, crown of thorns, get our ordeal with bare feet on the rocks and into the bushes. "
The little Baroness was without doubt the phrase turned weakly, gently tapped as the eyes, as tickled by the heart. So while the symphony of the vicar the cradle, while continuing to follow the melodic phrases, let himself go to a fantasy filled with intimate pleasure.
saw the face, gray fog, one of the long windows of the choir. The rain did not have have ceased. The dear child had come to the sermon with a terrible time. It is very necessary to suffer a bit 'when you have a religion. His coachman was scary and purloin a shower herself, jumping on the pavement, it was slightly wet your toes. Its coupe was otherwise excellent, and closed like a padded alcove. But it's so sad to see through the glass wet a line of umbrellas busy running on the sidewalk! It was thought that if he had good weather, could have come into the carriage. It would have been much more cheerful.
After all, his great fear was that the vicar did not hasten his sermon too. In such a case would have to wait for his car, poiché non avrebbe certamente acconsentito a sguazzare con un tempo simile. E calcolava che, dal ritmo con cui procedeva, il vicario non avrebbe mai parlato per due ore, quindi il suo cocchiere sarebbe arrivato troppo tardi. Questa preoccupazione le rovinava un po’ le sue gioie devote.



III



Il vicario, con impeti d’ira che lo scuotevano, i capelli agitati, i pugni in avanti, come un uomo preda dello spirito vendicatore, tuonava:

“E soprattutto, disgrazia a voi, peccatori, se non versate sui piedi di Gesù il profumo dei vostri rimorsi, l’olio odoroso del vostro pentimento. Credetemi, tremate e cadete in ginocchio sulla pietra. È venendo a chiudervi nel purgatorio della penitenza, aperto dalla chiesa durante questi giorni di contrizione universale; è utilizzando le pietre sotto le vostre teste impallidite dal digiuno, penetrando nelle angosce della fame e del freddo, del silenzio e della notte, che meriterete il perdono divino, nel giorno risplendente del trionfo!”

La piccola baronessa, distolta dalla sua preoccupazione da questa terribile folgorazione, dondolò lentamente la testa, come se condividesse il parere del sacerdote corrucciato. Occorreva prendere delle verghe, mettersi in un angolo buio, umido, ghiacciato, e là, frustarsi; non c’era alcun dubbio.

Quindi, ricadde nelle sue fantasticherie; was lost in the bottom of a well-being, a tender ecstasy. He was sitting comfortably on a low chair, with a wide back, and had an embroidered pillow under your feet that prevented her from feeling the cold floor. Pour out, she benefit from the church, where this large vessel persisted vapors of incense, the depth of which is full of mysterious shadows filled with lovely views. The nave, with its red velvet drapes, her gold ornaments and marble, with its air of immense boudoir full of disturbing perfume, illuminated by soft lamp light, closed and ready for love as superhuman, to Gradually he had wrapped in the enchantment of its magnificence. It was the feast of the senses. Its nice persona pingue si abbandonò, lusingata, cullata, accarezzata. E la sua voluttà derivava soprattutto dal sentirsi così piccola in una così grande beatitudine.

Ma, a sua insaputa, ciò che la solleticava ancor più deliziosamente, era l’alito tiepido della bocca di calore aperta quasi sotto le sue gonne. Era molto freddolosa la piccola baronessa e la bocca di calore le soffiava con discrezione calde carezze lungo le sue calze di seta. In questo bagno di dolce arrendevolezza venne rapita dalla sonnolenza.



IV



Il vicario era sempre in piena collera. Immergeva tutte le devote presenti nell’olio bollente dell’inferno.

“Se non ascoltate la voce di Dio, se non ascoltate la mia voce, che è quella di Dio stesso, in verità io vi dico, voi sentirete un giorno le vostre ossa scricchiolare d’angoscia, sentirete la vostra carne fondere su carboni ardenti, ed allora griderete invano: “Pietà, Signore. Pietà, io mi pento!” Dio sarà senza misericordia e, con un calcio, vi respingerà nell’abisso!”

All’ultima invettiva, tra il pubblico ci fu un brivido. La piccola baronessa, che era decisamente assopita dall’aria calda che correva nella sua sottana, sorrise vagamente: conosceva molto bene il vicario! Il giorno precedente, aveva cenato a casa sua. Egli adorava il pâté di salmone tartufato, e il pommard era il suo vino preferito.

Era, indubbiamente, un bell’uomo, tra i trentacinque e i quarant’anni, bruno, il viso così rotondo e così rosa, che volentieri questo viso di sacerdote si sarebbe potuto scambiare per la faccia allegra di una domestica di campagna. Era un uomo di mondo, buona forchetta, lingua ben attaccata. Le donne l’adoravano, la piccola baronessa ne andava pazza. Le diceva con una voce così adorabilmente zuccherata: “Ah! Signora, con una tale toilette voi dannereste un santo.”

E non si dannava, il caro uomo. Correva a smerciare alla contessa, alla marchesa, alle sue altre penitenti, la stessa galanteria, particolare that was the spoiled child of these ladies.
On Thursday, when he went to lunch from the little baroness, she took care of him as a dear creature that the minimum air flow would cool, and a bad bite that would lead inevitably to indigestion. In the living room, his chair was on the corner of the fireplace at the table, the servants had orders to watch especially on his plate, to pay him only a Pommard, aged twelve years, he drank closing his eyes in ecstasy , as if taking communion.
was so good, so good vicar! While he spoke from the pulpit of bones scricchiolano e di carni che arrostiscono, la piccola baronessa, nello stato di dormiveglia in cui era, lo vedeva alla sua tavola, pulirsi beatamente le labbra mentre le diceva: “Ecco, cara signora, una bisque che vi farebbe trovare la grazia presso Dio Padre, se la vostra bellezza non bastasse già a garantirvi il paradiso.”



V



Il vicario, dopo aver utilizzato la rabbia e la minaccia, si mise a singhiozzare. Era questa, abitualmente, la sua tattica. Quasi in ginocchio nel pulpito, tanto da mostrare soltanto le spalle, improvvisamente si sollevava e si piegava come scosso dal dolore, si asciugava gli occhi, con un grande fruscio di mussola inamidata gettava le braccia in aria, a destra, a sinistra, assumendo le pose di un pellicano ferito. Era il fuoco d’artificio, il finale, il brano a tutta orchestra, la scena animata della conclusione.

“Piangete, piangete - piagnucolava, la parola morente -; piangete su di voi, piangete su me, piangete su Dio...”.

La piccola baronessa dormiva completamente con gli occhi aperti. Il calore, l’incenso, l’ombra crescente, l’avevano come intorpidita. Si era raggomitolata, si era rinchiusa nelle sensazioni voluttuose che provava; e, sornionamente, sognava cose molto piacevoli.

Accanto a lei, nella cappella degli Angeli Santi, c’era un grande affresco, che rappresentava a group of handsome young men, half naked, with wings on his back. They smiled, a smile from impatient fans, so that their attitudes bowing, kneeling, worshiping some little Baroness seemed invisible. What beautiful boys with their lips taut, satin skin, muscular arms! The worst was that one of them looked very young to the Duke of P. .., one of the good friends of the little baroness. In his slumber, she wondered if the Duke would have been good naked, with wings on his back. And, at the time, he imagined that the great cherub pink wore the black dress of the Duke. So, the dream is defined: it was really the Duke with a short dress, which, from the depths of darkness, sent her kisses.

VI

When the little Baroness woke up, heard the vicar said that the sacramental phrase:
"May grace be with you."
He stood stunned for a moment, thought that the vicar of the wishes you kisses Young Duke.
There was a great noise of chairs. All they left, the little Baroness had planned well, his driver was not at the bottom of the stairs. This devil of the vicar had hurried his sermon stealing his penitents at least twenty minutes of eloquence.
And while the little baroness became impatient in a side aisle, he met the vicar who went out hastily from the sacristy. He looked the time at his watch and seemed concerned with a man who does not want to miss an appointment.
"Ah! as I'm late, dear lady! - He said. You know, I expect home of the countess. There is a spiritual concert, followed by a breakfast. "

Émile Zola


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