Friday, July 17, 2009

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Livio Pepino - Andreotti, the Mafia, processes

Livio Pepino, Andreotti, the Mafia, the processes. Analysis and judicial materials, EGA Edizioni, Torino 2005, pp. 160, Euro 12.00.

"A gothic novel that shrinks your bones and blood" of Massimo Sestili
With these words Corrado Stajano commenting on the decision-November 8, 1985 ordinance of education in Palermo in the 'maxi trial' instructed by the Mafia Giovanni Falcone and Paolo Borsellino, "A novel black shrinks the bones and freeze the blood, this sentence on Mafia-order [...]. It reads la sentenza con angoscia profonda, con sofferenza, con vergogna anche, se si pensa ai distinguo intellettuali di quanti sono stati pronti in questi anni ad assolvere i governanti ritenendoli vittime della mafia e non, piuttosto, protettori, complici, responsabili oggettivi, e in alcuni casi soggettivi, di una situazione intollerabile”.
E ancora oggi ‘angoscia’, ‘sofferenza’ e ‘vergogna’ ci assalgono, rischiando di trascinarci in un vortice di pessimismo e senso di impotenza, di fronte alla seria puntuale e intelligente ricostruzione del processo Andreotti fatta da Livio Pepino nel suo ultimo libro Andreotti. La mafia. I processi (EGA Editore, € 12,00). Tuttavia, la rabbia e l’innocenza dei ragazzi di Locri sono un monito a reagire, una raffica di aria fresca e pulita che ci obbliga a continuare, guidati anche dal caparbio ‘ottimismo’ di Paolo Borsellino, nella lotta e nella ‘rivolta morale’ contro la mafia. Come il Cavaliere di Dürer, imperturbabili continuiamo il nostro cammino verso la cittadella della libertà e della democrazia ignorando la Morte e il Diavolo, coscienti che alla mafia non si possono fare sconti e che non possiamo arretrare di un solo millimetro.
Ma seguiamo questo ‘romanzo nero’ che ci viene (ri)proposto da Livio Pepino a partire dalla sentenza del 2 maggio 2003 della Corte d’appello di Palermo, dove si parla esplicitamente “di amichevoli e anche dirette reports of sen. Andreotti with prominent members of the so-called moderate wing of Cosa Nostra, in terms of trade have determined that these friendly relations, the availability and amply demonstrated the proper appreciation of the role of the Mafia by the accused, the troubled, but not less symptomatic for the purposes of interest here, interaction of the accused in the affair with the Mafia Mattarella. It also states that "the facts which the Court held that the senator tried say. Andreotti had full knowledge that his associates entertained friendly relations with some Sicilian Mafia bosses, then, in turn, cultivated friendly relations with the same boss, "and concludes: “dovendo esprimere una valutazione giuridica sugli stessi fatti, la Corte ritiene che essi non possano interpretarsi come una semplice manifestazione di un comportamento solo moralmente scorretto e di una vicinanza penalmente irrilevante, ma indichino una vera e propria partecipazione alla associazione mafiosa, apprezzabilmente protrattasi nel tempo”.
Queste sono le conclusioni a cui è giunta la Corte d’appello dopo un processo durato ben dodici anni, e dichiara estinto per prescrizione il reato di associazione per delinquere commesso fino al 1980 e per il periodo successivo conferma l’assoluzione pronunciata in primo grado dal Tribunale di Palermo con sentenza 23 ottobre 1999 ‘per insufficienza della prova sulla commissione del done '. The subsequent ruling of the Supreme Court 15 October 2004 noted that 'esausitività, rationality and consistency of the arguments make no criticism of Appeals ruling in the lawfulness'. If words still have meaning, prescription does not mean innocence, but still committed a crime-fighting, which in this case is participating in criminal association.
However, even faced with a decision regarded as 'comprehensive' 'rational' and 'consequential', the charge against sen. Andreotti was considered by many scandalous and unbelievable. In particular, the media attention si è concentrata esclusivamente sulla testimonianza del collaboratore di giustizia Baldassarre (Balduccio) Di Maggio (autista di Totò Riina) il quale dichiarava che nel 1987 in casa di Ignazio Salvo, presente anche Lima, avvenne un incontro tra il sen. Andreotti e il capo di Cosa nostra Riina, e che nell’occasione i due si baciarono. Afferma Livio Pepino in proposito: “L’inverosimiglianza (reale o presunta) della dichiarazione, trasformata in dogma, travolge tutto e diventa prova di innocenza, da un lato, e di complotto, dall’altro”.
Ad essere considerata inverosimile è la possibilità che un uomo delle istituzioni, ed in più dell’importanza del sen. Andreotti, possa avere intrattenuto relations with the Mafia. Livio Pepino, through careful and detailed documentation and careful analysis, addresses the problem of the direct relationship between the Mafia and the country's ruling class, and wonders whether or not this relationship is likely.
always the Mafia tends to establish a direct relationship with the policy and equal and there are investigations and judgments to support this simple historical truth. Since 1876, the investigation conducted by Franchetti and Sonnino on political and administrative conditions of Sicily showed this peculiarity of the Mafia, as is a confirmation of the killing of Emanuele Notarbartolo (1893), for which they are first convicted and then acquitted Mr Palizzolo e il mafioso Giuseppe Fontana.
Ma per rimanere più vicini nel tempo, Livio Pepino ricorda la sentenza della Corte di Assise di Viterbo del 1956 contro la banda Giuliano per la strage di Portella delle Ginestre, dove si affermava: “Il problema dell’attività della mafia è diventato sempre più un problema di importanza nazionale, non soltanto in organi di potere pubblico, ma soprattutto per le sempre più estese e forti correlazioni che il fenomeno ha stabilito con i centri economici e politici della vita nazionale e per i rapporti che sono stati accertati in campo internazionale”; o ancora, la Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia in Sicilia, VI legislatura, nella relazione del Mr President. Luigi Carraro February 4, 1976, which explicitly spoke of "dangerous collusion" and "mafia collusion." The conclusions can be drawn soon: "In summary, the Mafia is a network, a constellation in which they coexist and relate to the characters of social class, educational level, heterogeneous external image. And this helps to make it a tool but not a component of power. " The charge against sen. Andreotti 'participation in criminal association, which lasted appreciably over time', as well as confirmed by evidence from the trial and sentence, is therefore likely also from the historical point of view. For the worry is rather embarrassing silence of the policy, which has not missed an opportunity to unleash yet another crusade against the judiciary crying persecution. Unlike
abroad, reminds us Livio Pepino, were expressed very different opinions, as in the case of J. Dickie: "It is a source of deep concern for the fate of democracy in Italy for so long that many voters are assigned to a man on whom already before it was put on trial weighed strongly suspected of using mafia, in the wake of tradition as an instrument of local government. In the eyes of all who look to Italian politics from outside the peninsula, it is amazing that so many politicians are still affannino to proclaim 'uncle Giulio’ un ‘martire’ della persecuzione giudiziaria”.
Il lavoro di Livio Pepino è un contributo di enorme valore per far si che questa angosciante vicenda non cada nel dimenticatoio, ed uno stimolo alla politica ad interrogarsi sul passato e sul presente, per evitare che il ‘romanzo nero’ si trasformi in un incubo mortale per la democrazia.
Massimo Sestili
L’autore: Livio Pepino
Livio Pepino, magistrato presso la Corte di Cassazione, direttore di “Questione giustizia” e condirettore di “Narcomafie”, è autore, tra l’altro, di Droga e legge (Milano 1991), Autogoverno o controllo della magistratura? (con E. Bruti Liberati, Milano 1998), Giustizia e referendum (con E. Bruti Liberati, Roma 2000), L’eresia di Magistratura democratica (Milano 2001), A un cittadino che non crede nella giustizia (con Gian Carlo Caselli, Bari 2005).
Quarta di copertina
15 ottobre 2004: la Corte di cassazione mette la parola fine al processo di partecipazione ad associazione mafiosa a carico del bsenatore Andreotti. Dai media abbiamo appreso che, anche in secondo grado, il senatore è stato “assolto”, sia pure per prescrizione dei reati. Quello che non abbiamo appreso è che esiste una sostanziale differenza tra “assoluzione” e “prescrizione”: ed è proprio questo il punto. Nel volume vengono pubblicati, per la prima volta affiancati e commentati, i passaggi salienti delle sentenze di primo e secondo grado del processo. Uno studio rigoroso e ricco di spunti di analisi per affrontare in modo critico alcuni nodi cruciali del rapporto tra Cosa nostra e la politica, del sistema giudiziario italiano e dei futuri processi di mafia.
Indice del volume
1. Tra giustizia e politica. 2. Un’accusa scandalosa. 3. Perché solo nel 1993? 4. Una realtà sconvolgente e un revival dell’insufficienza di prove (ovvero la sentenza 23 ottobre 1999 del Tribunale di Palermo). 5. «Una vera e propria participation in the criminal association, which lasted appreciably over time '(May 2, 2003 the decision of the Court of Appeal of Palermo). 6. "Was it worth it?". 7. And now? Sentences. Judgement of First Instance. Judgement on appeal. Andreotti job history. Glossary of names. The publisher

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